Quanto tempo ci vuole per ricaricare un’auto elettrica?

Il tempo di ricarica di un’automobile elettrica dipende da molti fattori che possono allungare o ridurre la permanenza della vettura nello stallo.

Tre sono gli elementi principali: la potenza massima di ricarica della colonnina (collegata alla potenza massima di ricarica supportata dal veicolo), la tipologia di cavo che si usa e lo stato della batteria. Seppur in maniera quasi irrilevante anche la dispersione energetica può influire sul tempo di ricarica.

Tenendo conto della tecnologia presente oggi sul mercato, ecco i tempi stimati per una ricarica:

  • Stazioni di ricarica domestica (con potenza da 3,7kW, 7,4kW, 11 kW e 22 kW): ricarica completa da 5 a 12 ore;
  • Stazioni di ricarica per attività commerciali (tipicamente con potenza maggiore di 7.4kW, tipicamente 22kW): ricarica completa in 2 ore;
  • Stazioni di ricarica per uso pubblico (con potenze a partire da 22kW): ricarica completa in circa 30 minuti.

Questo calcolo è stato realizzato considerando un’automobile elettrica con batteria da 40kWh completamente scarica, fino ad arrivare al 100% della ricarica.

Normalmente le batterie elettriche presenti all’interno delle automobili operano a una tensione nominale di 400 Volt. Ma sono molte le innovazioni degli ultimi anni, che hanno visto comparire modelli con tensione di 800 Volt. Questo corrisponde a un vantaggio per avere potenze di ricarica più elevate e quindi tempi di ricarica ridotti. Le auto elettriche più moderne possono essere ricaricate con stazioni ultrafast, con potenze superiori ai 100kW, che permettono di raggiungere l’80% di ricarica addirittura in pochi minuti.

Come si collega il veicolo elettrico alla ricarica?


Una volta selezionata la stazione di ricarica è sufficiente sbloccare attraverso la Card o l’App la presa e inserire il cavo in dotazione. Una volta attaccato il cavo si blocca, per staccarlo è necessario interrompere la ricarica al livello di energia desiderato. Inoltre, è possibile ricaricare l’auto comodamente a casa, sfruttando una normale presa Schuko, simile a quella utilizzata per molti elettrodomestici. Ciò è reso possibile grazie a un cavo collegato a una Control Box che garantisce la sicurezza dell’operazione. Tuttavia, in questo caso, la carica è di solito limitata a 10 A e 2,3 kW di potenza, il che comporta tempi di ricarica più lunghi, rispetto a una wall box.

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